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One Piece Novel A – Volume 2: Il Nuovo Mondo

Titolo: Il Nuovo Mondo. One piece novel. Ace (Vol. 2)

Autore:  Eiichiro OdaTatsuya Hamazaki 

Editore: Star Comics

Data Uscita:  2 dicembre 2020

Prezzo: 15,00€

Trama

Portuguese D. Ace, il fratellone di Rufy depositario dei poteri del frutto Foco Foco, è stato ed è tuttora uno dei personaggi più amati in assoluto mai apparsi nello sconfinato universo narrativo di One Piece. Di lui consociamo le eroiche gesta come comandante della seconda flotta dei pirati di Barbabianca, così come la turbolenta infanzia trascorsa assieme a Rufy e Sabo. Ma… nel mezzo? Come nacque la ciurma dei pirati di Picche? Di quali avventure furono protagonisti? Lo scopriremo leggendo questo ciclo di romanzi.

Recensione

Chi conosce One Piece sa già cosa accade ad Ace e a Barbabianca.
Chi non lo conosce… recuperi subito il manga o l’anime, perché è una storia che lascia il segno.

Questa novella dedicata ad Ace è un colpo al cuore. Sappiamo che è nato dal sacrificio di sua madre e dopo la morte di suo padre, Gol D. Roger. Se verso la madre prova rispetto e gratitudine, verso il padre nutre solo odio. Essere “il figlio di Roger” è un peso che lo schiaccia fin dalla nascita.

Nel primo volume abbiamo visto la nascita dei Pirati di Picche e il sogno di Ace: diventare un grande pirata, dimostrare qualcosa al mondo. In questo secondo libro, però, l’immagine cambia completamente. Non è più il pirata travolgente e quasi spensierato, simile a suo fratello Monkey D. Luffy. Qui vediamo un ragazzo arrabbiato, irrequieto, pieno di domande a cui non sa dare risposta. Persino la copertina del romanzo riflette questo lato più cupo e tormentato.

Ace, in realtà, non sa davvero perché è diventato un pirata. Non è solo per superare Roger. Non è solo per dimostrare qualcosa al mondo. È una ricerca di identità, di legittimazione, di senso.

E credo che la risposta la trovi proprio alla fine, con Barbabianca.

Per anni gli è mancata una figura genitoriale. Non sapeva cosa volesse dire avere un padre. Con Barbabianca lo capisce. Pensava di dover quasi “meritare” la morte solo perché condivideva il sangue con Roger, ma accanto all’Imperatore comprende che il sangue non definisce il valore di una persona.

Quando decide di sciogliere la sua ciurma e offrire la schiena per imprimere il simbolo di Barbabianca, quel gesto non è solo una scelta di appartenenza: è una dichiarazione d’identità. Non deve più superare Roger. Non deve più combattere contro il suo spettro.

Alla fine di questo libro, lui non è più “il figlio del Re dei Pirati”.
Diventa Ace. Un hijo de Barbablanca.

Di solito non consiglio canzoni abbinate ai libri, ma questa volta faccio un’eccezione: ascoltate Sangre Maldita dei The Ghost Writer durante la lettura. Aiuta a immergersi ancora di più nell’intensità emotiva della storia.

È una novella che fa male, ma è un dolore necessario. Perché racconta il momento in cui Ace smette di fuggire dal proprio nome e sceglie finalmente chi vuole essere.

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