Si ritiene un doppelgänger un doppio o un sosia di una persona. Alcuni lo accumunano al fenomeno della bilocazione, la capacità di un corpo di essere in due o più luoghi diversi, o legato alla teoria del gemello maligno.
Secondo Rudolf Steiner, esoterista e teosofo austriaco, il doppelgänger era un’entità malvagia che entrava nelle persone al momento della vita, rimanendo vicino a lui per tutta la vita e allontanandosi solo pochi momenti prima della morte. Inoltre, pensava che fosse causa di malattia organica, offuscare il giudizio dell’originale e fargli compiere azioni estranei al suo carattere. Se visto da amici e parenti porta sfortuna o annunciare l’arrivo di una malattia.
Nelle leggende, viene affermato che il doppelgänger non possa proiettare ombre o riflettersi in nessuna superficie e che vedere il proprio sosia sia presagio di morte.
Nella storia esistono numerosi episodi di doppelgänger, ma il più famoso e recente caso fu quello di Emilie Sangée avvenuto tra il 1845 e il 1846. L’episodio venne raccontato da Julie von Güldenstubbe, all’epoca tredicenne, assistette alla bilocazione della sua insegnante in pieno giorno all’interno dell’istituto in cui studiava. Il doppelgänger di Emilie avrebbe mimato l’azione dello scrivere e mangiare in tutta tranquillità mentre l’originale era gravemente malata. Il doppelgänger della Sangée avrebbe esercitato resistenza al tocco, nonostante l’assenza di consistenza fisica, in alcune occasioni delle allieve avevano attraversato il corpo del doppelgänger.