A prima vista può sembrare un comune edificio, ma questa casa ha su di essa un passato macchiato di sangue.
Nel novembre 1945 Filine de la Brana di 48 anni venne ucciso al piano nobile. Fu ritrovato con la testa fracassata ed in mano una ciocca di capelli. Secondo le indagini era stato vittima di una rapina e il caso fu chiuso senza un colpevole.
Nel 1962 avvenne un evento peggiore. La disperazione di Josè Maria Ruiz Martinez, sarto di 48 anni, lo portò a compiere un folle gesto.
Josè mandò la sua cameriera in farmacia per poi mettere in atto il suo piano. Uccise i suoi figli mentre dormivano. Solo il più grande, si svegliò in tempo per assistere all’orrore. Cercò di mettersi in salvo chiudendosi in bagno. Tuttavia, venne scoperto dal padre e sgozzato mentre la moglie muorirà colpita più volte da diverse martellate.
Josè portò i corpi sul balcone e gridò: “Li ho uccisi tutti! Li ho amati moltissimo! Eccoli!”
Quando arrivò la polizia, il sarto si confessò ad un prete carmelitano per poi rientrare in casa e suicidarsi.

Nel 1964, Pilar Martin, strangolò il suo neonato per nascondere il parto, avvolse il corpo del bambino in un asciugamano per deporlo in un cassetto del comò. Pochi giorni dopo la sorella di Pilar trovò il cadavere del neonato scoprendo il macabro omicidio.
La cronaca nera non iniziò ad occuparsi di Calle de Antonio Grilo dopo questi tragici eventi, ma molto prima, nel XVIII secolo. In precedenza, la strada era conosciuta come calle de las Beatas, per il fatto che esisteva un convento di suore. La strada era famosa perché nel 1776 era avvenuto un delitto. Un prete uccise un uomo che lo prendeva in giro perché si era innamorato della sarta che gli rammendava la tonaca. Il sacerdote è stato condannato a morte anche se Carlo III lo ha assolto. Inoltre, in quegli anni, un uomo venne trovato assassinato in mezzo alla strada e un’altra donna fu accoltellata da un sicario assunto dal marito.
A peggiorare le cose, subito dopo, nelle grotte della cantina al civico 9 della strada venne rinvenuto anche un cimitero di feti piccoli, che avrebbe portato alla luce l’esistenza di una presunta clinica abortista clandestina nel dopoguerra. A oggi la casa è occupata, ma l’inquilino afferma di non aver avuto alcun problema di genere paranormale, oppure preferisce tenere tutto nascosto.